Le origini dello sviluppo sostenibile di Neorurale

Neorurale affonda le sue radici nell’approccio innovativo di Ecodeco che già negli anni ’80 si era fatta promotrice di un nuovo sistema per la riduzione, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti industriali.

I rifiuti acquisiscono significato economico

Negli anni ‘80 le prime regolamentazioni ambientali, proibendo l’eliminazione gratuita dei rifiuti nell’ambiente, avevano conferito un nuovo significato economico ai rifiuti.
Ecodeco, consapevole di questo scenario, capì che il problema non poteva essere risolto creando impianti per il generico smaltimento dei rifiuti delle industrie, ma modificando i processi produttivi per ottenere sottoprodotti collocabili o trattabili. Nacque così un sistema innovativo per la soluzione del problema dei rifiuti industriali.
Contrariamente alle previsioni del tempo, che prevedevano un incremento del mille per cento, i rifiuti industriali si ridussero a un decimo nei 30 anni successivi, quindi a un centesimo della quantità prevista.

I rifiuti urbani possono produrre energia

In modo analogo ai rifiuti industriali, nella metà degli anni ’90 si arrivò alla conclusione che la frazione umida dei rifiuti urbani, considerata senza valore energetico, conteneva una quantità di energia, liberabile per fermentazione, sufficiente a evaporare l’acqua contenuta (bioessiccazione). Questo ha portato alla realizzazione del Sistema Ecodeco per la valorizzazione della frazione residua dei rifiuti urbani dopo la raccolta differenziata, oggi utilizzato con successo per trattare i rifiuti di milioni di abitanti.

Il successo, anche economico, della realizzazione di sistemi così innovativi da richiedere un nuovo linguaggio, ha incoraggiato Neorurale ad utilizzare lo stesso strumento, cioè l’innovazione culturale, per la soluzione di altri problemi, in particolare quello del degrado delle aree verdi e soprattutto del territorio rurale dei paesi industrializzati.