Rice field margins

L’esperienza della Cassinazza è iniziata a metà degli anni ’90 con l’applicazione estesa dei regolamenti agroambientali, introducendo boschi e aree umide su interi appezzamenti e determinando il ritiro di seminativo ventennale su ampie superfici.

Il modificarsi degli scenari agro-politici nel tempo, ha suggerito l’idea di integrare l’attività colturale dei terreni con gli elementi agroambientali, limitandone la realizzazione al margine degli appezzamenti in forma di “rice field margin” di larghezza variabile tra i 15 e i 30 metri.

Si tratta di elementi complessi e integrati formati da fasce boscate, radure inerbite con fiori e zone umide che hanno l’obiettivo di concentrare in uno spazio molto ristretto ecosistemi diversi e ricchi di ecotoni (spazi intermedi tra due ecosistemi), in grado di sviluppare rapidamente elevati livelli di biodiversità vegetale e animale.

In questo modo l’attività agroambientale si limita a occupare il 10/15% della superficie aziendale, portando con sé i vantaggi naturalistici e paesaggistici già rilevati alla Cassinazza e la non trascurabile possibilità di essere replicata in moltissimi altri casi.