Innovazione agroambientale per recuperare il paesaggio e i suoi elementi

Per “neorurale” s’intende un territorio rurale in cui i servizi di natura ambientale si sommano alle attività agricole già presenti. Attraverso la rinaturalizzazione del territorio si migliora la qualità del paesaggio, s’incrementa la biodiversità, si conservano le risorse rinnovabili e si aumenta la qualità della vita.

IL RISO CI VIENE NATURALE.

La Cassinazza è un comprensorio territoriale rurale di 1.400 ettari, costituito da 7 cascine. Una ventina di anni fa, si presentava come un insieme di campi di riso senza elementi ambientali utili ecologicamente. Nel tempo abbiamo piantato alberi, siepi e creato canali, favorendo la ripopolazione faunistica del luogo. In questo modo abbiamo creato biodiversità e abbellito l’ambiente che circonda le nostre risaie. Questa esperienza ci ha permesso di verificare che, se gestite in maniera integrata, la produzione agricola e quella ambientale possono facilmente convivere e aiutarsi a vicenda.

In questo contesto produciamo il nostro Riso naturale®, un riso di qualità perché non usiamo concimi chimici e insetticidi, un riso naturale perché prodotto con l’aiuto della natura, che ne rafforza le caratteristiche organolettiche e lo trasforma in un cibo di qualità.

Il nostro Riso Naturale®, varietà Carnaroli, è chiamato anche “il re dei risi”, perché ha un’eccellente temuta alla cottura ed è la base ideale per i risotti pregiati. Il segreto è l’amido dei chicchi, particolarmente ricco di amilosio (24%). Questo rende il riso consistente (perde poco amido nell’acqua di cottura) con un’ottima capacità di assorbimento degli aromi e dei condimenti che esalta i sapori.

PRODUZIONE DI PAESAGGIO E AMBIENTE.

La produzione di paesaggio è una produzione agricola a tutti gli effetti, e come tale è:

  • reversibile;
  • richiede sostanzialmente le stesse macchine e capacità tecniche di quella agricola;
  • consente, anche se applicata sul 10-15% della Superficie Agricola Utilizzabile, di ottenere notevoli risultati ambientali in termini di biodiversità e paesaggio;
  • permette di sviluppare il concetto di ruralizzazione, e cioè di trasformare l’ambiente agricolo da mero produttore di beni materiali a fornitore di servizi, nell’agricoltura di terza generazione.

Il territorio agricolo diventa un nuovo motore economico e sociale, coniugando il rispetto dell’ambiente e la riqualificazione di un importante patrimonio rurale. L’esperienza dello sviluppo degli aspetti ambientali nella produzione agricola ha portato all’applicazione di diverse tecniche agronomiche innovative, tra cui la realizzazione di aree umide nei “field margins” delle risaie e di aree di sviluppo degli insetti impollinatori, l’adozione di tecniche di agricoltura conservativa, il recupero della paglia di riso per ridurre gas serra.

RIDUZIONE DEL GAS SERRA.

La necessità di creare una agricoltura sempre più sostenibile economicamente ha portato a sviluppare tecniche di agricoltura conservativa (ridotto utilizzo di mezzi per la lavorazione dei terreni) e di rotazione delle colture, cercando di stimolare lo sviluppo di comunità microbiche del terreno in grado di migliorare le caratteristiche di fertilità del terreno stesso. Lo sviluppo di questi aspetti, ha portato come risultato la creazione di un’agricoltura più sostenibile in cui sono stati ridotti l’utilizzo di erbicidi, pesticidi e le emissioni di CO2.

RECUPERO E RIUTILIZZO DEGLI ELEMENTI NUTRITIVI.

Per migliorare ulteriormente le caratteristiche dei fertilizzanti organici Neorurale ha
realizzato un centro per il recupero ed il riutilizzo degli elementi nutritivi ricavabili da materie organiche. Una soluzione che rappresenta un esempio di economia circolare, per ridurre le materie prime e gestire i rifiuti in modo efficiente e sostenibile.

Oggi il ciclo degli elementi nutritivi è interrotto perché l’agricoltura importa gli elementi nutritivi asportati annualmente dal raccolto. Questa pratica, oltre a rendere la produzione agricola dipendente da concimi importati e costituire un forte costo economico, produce notevoli danni ambientali, perché questi elementi si sommano a quelli scaricati a valle dalle attività antropiche che utilizzano i prodotti agricoli stessi.

Restituire a tale ciclo la propria circolarità, cioè ripristinare la fertilità dei terreni agricoli attraverso il recupero degli elementi nutritivi asportati dai raccolti, può rendere autonoma un’area agricola dal punto di vista degli elementi nutritivi, perché riduce l’inquinamento da nitrati e fosfati, contribuisce economicamente a rafforzare un settore strategico come l’agricoltura e garantisce sempre più una fertilizzazione organica ed equilibrata.

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